L’etichetta di una confezione di olio extra vergine di oliva

 L’etichetta dell’olio extra vergine di oliva svolge la funzione di vera e propria bussola per il consumatore al momento dell’acquisto, perché contiene tutte le informazioni necessarie sulla qualità sostanziale del prodotto.

Etichetta e rintracciabilità rappresentano, al giorno d’oggi, un binomio imprescindibile e vincente per conquistare la fiducia del consumatore; il cliente, infatti, esige sempre più la predisposizione di etichette che garantiscano la massima trasparenza e rintracciabilità dei prodotti alimentari.

Il D.Lgs. n. 109 del 27/01/92 e successive modificazioni, in attuazione delle direttive n. 89/395/CEE e n. 89/396/CEE del consiglio del 14/06/1989, ha introdotto regole importanti riguardo l’etichettatura dei prodotti alimentari, sul loro imballaggio, sulla loro presentazione e pubblicità. 

In merito all’etichettatura, l’art. 3 del D.Lgs. dispone che i prodotti alimentari preconfezionati, destinati al consumatore devono riportare le seguenti indicazioni:

denominazione di vendita si tratta di un nome di uso comune che da una rapida descrizione del prodotto.

Nel caso in esame dell’olio d’oliva, il Reg. CE n. 1019/2002 dispone che l’etichetta deve riportare le denominazioni di vendita in conformità all’art. 35 del Reg. n. 136/66/CEE; esistono le seguenti tipologie di prodotto:

olio extra vergine di oliva, olio vergine di oliva, olio di oliva e olio di sansa di oliva:

a) per l’olio extra-vergine di oliva, segue “olio di oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”;

b) per l’olio vergine d’oliva, segue “olio d’oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”;

c) per le altre categorie si rimanda al Regolamento CE.

l’elenco degli ingredienti i non è richiesta nei prodotti costituiti da un solo ingrediente, ed è il caso dell’olio di oliva;

d) la quantità netta deve essere espressa in unità di volume, utilizzando il litro (l o L), il centilitro (cl) o il millilitro (ml), inoltre prevede per gli oli commestibili fino a 10 litri devono essere confezionati esclusivamente nelle seguenti quantità nominali espresse in litri: 0,10-0,25-0,50-0,75-1,00-2,00-3,00-5,00-10,00 in recipienti ermeticamente chiusi.

Queste disposizioni sono state integrate e sostituite in parte, relativamente all’olio d’oliva, dal Reg. 1019/1992 che prevede capacità massima dei recipienti fino a 5 litri (fino a 25 litri per oli destinati alla collettività secondo il D.M. 14/11/2003);

e) termine minimo di conservazione è la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione; per l’olio d’oliva tali proprietà coincidono con le caratteristiche fisiche, chimiche ed organolettiche. In etichetta sarà indicato “da consumarsi preferibilmente entro” seguito dalla data in formato giorno, mese ed anno che per gli oli d’oliva è dopo 12-18 mesi dall’imbottigliamento; e qualora sia necessario adottare particolari accorgimenti per garantire la conservazione del prodotto stesso, le indicazioni sono completate dalla enunciazione delle condizioni di conservazione, che nel caso di olio d’oliva la dicitura sarà “Conservare al riparo dalla luce e lontano dalle fonti di calore”;

f) nome o ragione sociale del produttore o confezionatore o di un venditore stabilito nella CEE, e la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento, la sede dello stabilimento di fabbricazione o confezionamento va sempre indicata; può essere omessa solo in caso essa coincida con la sede del produttore o confezionatore o venditore;

 

 Altra indicazione fondamentale per il consumatore: Il prezzo! infatti qualora ci si trovi di fronte ad un olio extra vergine con un prezzo unitario molto al di sotto della media di mercato, bisogna sempre diffidare.